“Credete in quello che avete detto oggi, non lasciate spazio ai costrutti sociali che ci fanno deviare: potete essere agenti di cambiamento.”
Questo il messaggio diretto e potente che Gino Cecchettin, papà di Giulia, ha lasciato ieri pomeriggio alle studentesse e agli studenti dell’Istituto Comprensivo “Giuseppe Pitrè” di Castellammare del Golfo, ai genitori e a tutti gli intervenuti, al termine dell’incontro organizzato presso la Palestra “Mimmo Bonanno”.
Cecchettin si è rivolto non solo ai giovani, ma anche ai genitori, invitando tutti a credere nei valori emersi durante il dialogo e a portarli avanti con coerenza. Un appello a non restare indifferenti: “di fronte ad episodi di violenza -ha sottolineato- è fondamentale trovare il coraggio di fare un passo in più, anche uscendo dalla propria zona di comfort, perché quel gesto può fare la differenza tra la vita e la morte”.




Particolarmente significativo il contributo degli studenti, protagonisti del confronto, che hanno partecipato con grande attenzione e sensibilità, indossando anche magliette con “Cara Giulia” e presentando materiali realizzati durante il percorso: cartelloni, letture e disegni che hanno colpito per profondità e consapevolezza.
L’iniziativa è stata promossa dall’Istituto comprensivo “Giuseppe Pitrè” insieme alla libreria Modus Vivendi, nell’ambito del progetto “Generazione Zeta” promosso dalla cooperativa sociale Terraferma, con il coinvolgimento di una rete di partner pubblico-privati: Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani, Comune di Castellammare del Golfo, Associazione EURO, Associazione Innovazione sociale e territoriale, Istituto comprensivo “F. Vivona” di Calatafimi e ITET “Girolamo Caruso” di Alcamo.
A chiudere l’incontro è stato l’intervento di Antonina Grillo, che ha sottolineato il valore del progetto “Generazione Zeta” nel creare spazi di ascolto e confronto per i più giovani. La cooperativa Terraferma, impegnata quotidianamente nel supporto a ragazze e ragazzi in situazioni di fragilità, lavora per costruire percorsi di crescita, inclusione e consapevolezza, affinché nessuno resti indietro.
Un incontro che lascia un segno e rafforza un messaggio chiaro: la prevenzione della violenza passa dalla cultura, dall’educazione e dalla responsabilità condivisa.
